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Carmignac Patrimoine: Lettera dei Gestori

  • Autore/i
    Rose Ouahba,  David Older
  • Data di pubblicazione
  • Lunghezza
    4 minuto/i di lettura
  • -0.05%
    Performance di Carmignac Patrimoine

    Nel 1° trimestre del 2023 per la quota A EUR

  • +7.46%
    Performance di Carmignac Patrimoine

    Su 3 anni per la quota A EUR

  • +12.94%
    Performance di Carmignac Patrimoine

    Su 10 anni per la quota A EUR

Nel periodo, Carmignac Patrimoine ha registrato una performance pari a -0,05%, inferiore a quella dell’indice di riferimento (+2,75%).

Contesto di mercato nel corso del trimestre

A gennaio, i mercati erano convinti del fatto che un rallentamento pilotato e indolore dell’economia fosse possibile, e che il peggio fosse stato superato. Ciò ha provocato il calo dei rendimenti obbligazionari core, sostenendo la performance degli asset rischiosi. L’atmosfera è cambiata a febbraio, poiché i dati sull’occupazione e sull’inflazione costantemente elevata hanno spinto i mercati a rivedere al rialzo le stime relative ai tassi terminali. A fronte di questo contesto, i rendimenti dei titoli governativi sono aumentati, e i mercati azionari hanno registrato una correzione, tranne in Europa, dove le prospettive di crescita sono migliorate grazie al calo dei prezzi del gas. Infine, a marzo si sono manifestate tensioni all’interno del settore bancario statunitense, che hanno provocato forti fluttuazioni sui mercati e intensi movimenti di propensione e di avversione al rischio.

Cosa abbiamo fatto in questo contesto?

Il posizionamento prudente del portafoglio azionario, con un’esposizione azionaria media del 41% nel periodo, non ha consentito al Fondo di approfittare del rimbalzo del mercato. Infatti, in un contesto caratterizzato da bruschi movimenti, sia al rialzo che al ribasso, e oltretutto con i mercati che hanno registrato performance positive a livello globale, le nostre coperture sugli indici Nasdaq, Euro Stoxx 50 e S&P 500 hanno penalizzato la performance. La performance relativa ha risentito anche della nostra preferenza per le aziende di qualità, e della sottoesposizione ai titoli azionari con valutazioni elevate in un contesto in cui il livello dei tassi di interesse è rimasto alto. I titoli tecnologici non redditizi, che rispecchiano le caratteristiche da noi evitate, quest’anno hanno registrato ottimi rendimenti fino ad oggi.

Tuttavia, la nostra gestione attiva della duration del portafoglio obbligazionario ha contribuito a mitigare la volatilità eccezionalmente elevata dei mercati obbligazionari (la volatilità dei titoli governativi ha raggiunto livelli registrati l’ultima volta durante la grande crisi finanziaria). Infine, le nostre strategie nelle valute emergenti in America Latina e nell’Europa orientale hanno rappresentato una fonte di alfa.

Prospettive

Sul fronte dei dati macroeconomici, l’inflazione resta persistente sia negli Stati Uniti che in Europa. Di conseguenza, le Banche Centrali stanno continuando a inasprire la politica monetaria e il meccanismo di trasmissione all’economia sta mostrando i primi effetti concreti. Le condizioni per la concessione di prestiti bancari si sono inasprite dalla metà del 2022, sulla scia dell’aumento dei tassi di interesse, e questa tendenza sta per subire un’accelerazione. La crisi del settore bancario statunitense renderà necessari la ristrutturazione delle banche regionali e un forte inasprimento degli standard di concessione dei finanziamenti, innescando potenzialmente una stretta creditizia. Famiglie e imprese dovrebbero essere indotte ad aumentare i risparmi e a ridurre le spese.

Pertanto, il nostro scenario di riferimento per i prossimi mesi resta quello di una recessione che colpirà gli Stati Uniti nella seconda metà del 2023, e benché sia aumentata la probabilità che si registri un forte rallentamento dell’economia, esiste ancora la possibilità di un rallentamento dell’economia pilotato e indolore. In Europa, la volontà della BCE di riportare l’inflazione al 2% il più presto possibile indica che l’inasprimento della politica monetaria continuerà a rappresentare un ostacolo per la crescita. Nel frattempo, la Cina continua a registrare una desincronizzazione rispetto a tutti gli altri paesi, il che rappresenta quindi un aspetto positivo di queste prospettive nebulose.

Un tale contesto richiede un approccio selettivo agli investimenti, oltre che una gestione attiva delle esposizioni. Infatti, si sono aperte una serie di opportunità di investimento sia sui mercati azionari che obbligazionari che bisognerebbe cogliere nei prossimi mesi. La prossima sequenza di eventi potrebbe azzerare nuovamente queste opportunità, dato che la persistenza dell’inflazione core potrebbe far rinviare un cambio di rotta della Fed, mentre incombe il rischio di recessione.

Posizionamento

I nostri principali driver di performance per i prossimi mesi sono i seguenti:

  • all’interno della componente obbligazionaria, adottiamo un approccio equilibrato tra la duration (posizionamento a lungo termine nei tassi di interesse core attraverso i tassi reali e quelli nominali) e gli spread (attraverso una selezione del credito e del debito emergente);

  • all’interno della componente azionaria, deteniamo una selezione di titoli azionari che tendono a registrare performance positive in un contesto di recessione, insieme a interessanti opportunità di crescita nel settore dell’intelligenza artificiale e di quello delle biotecnologie. Siamo inoltre esposti all’oro, che a nostro avviso beneficia del contesto di tassi reali bassi, da noi previsto, contestualmente al calo dei tassi di interesse, mentre l’inflazione resta al di sopra dell’obiettivo;

  • siamo inoltre fortemente esposti all’euro, poiché i differenziali del tasso di crescita e dei tassi di interesse dovrebbero sostenere il Vecchio Continente.

Fonti: Carmignac, Bloomberg, 31/03/2023

Carmignac Patrimoine

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Carmignac Patrimoine A EUR Acc

ISIN: FR0010135103

Periodo minimo di investimento consigliato

Rischio minimo Rischio massimo

1 2 3 4 5 6 7
Principali rischi del Fondo

AZIONARIO: Le variazioni del prezzo delle azioni, la cui portata dipende da fattori economici esterni, dal volume dei titoli scambiati e dal livello di capitalizzazione delle società, possono incidere sulla performance del Fondo.

TASSO D'INTERESSE: Il rischio di tasso si traduce in una diminuzione del valore patrimoniale netto in caso di variazione dei tassi.

CREDITO: Il rischio di credito consiste nel rischio d'insolvibilità da parte dell'emittente.

CAMBIO: Il rischio di cambio è connesso all'esposizione, mediante investimenti diretti ovvero utilizzando strumenti finanziari derivati, a una valuta diversa da quella di valorizzazione del Fondo.

L'investimento nel Fondo potrebbe comportare un rischio di perdita di capitale.

Carmignac Patrimoine A EUR Acc

ISIN: FR0010135103
2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 (YTD)
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Year to date
Carmignac Patrimoine A EUR Acc +8.81 % +0.72 % +3.88 % +0.09 % -11.29 % +10.55 % +12.40 % -0.88 % -9.38 % +2.20 % +5.51 %
Indice di riferimento +15.97 % +8.35 % +8.05 % +1.47 % -0.07 % +18.18 % +5.18 % +13.34 % -10.26 % +7.73 % +4.13 %

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3 anni 5 anni 10 anni
Carmignac Patrimoine A EUR Acc -1.44 % +2.92 % +2.06 %
Indice di riferimento +3.32 % +5.42 % +6.72 %

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Fonte: Carmignac al 28/03/2024

Costi di ingresso : 4,00% dell'importo pagato al momento della sottoscrizione dell'investimento. Questa è la cifra massima che può essere addebitata. Carmignac Gestion non applica alcuna commissione di sottoscrizione. La persona che vende il prodotto vi informerà del costo effettivo.
Costi di uscita : Non addebitiamo una commissione di uscita per questo prodotto.
Commissioni di gestione e altri costi amministrativi o di esercizio : 1,51% del valore dell'investimento all'anno. Si tratta di una stima basata sui costi effettivi dell'ultimo anno.
Commissioni di performance : 20,00% max. della sovraperformance in caso di performance superiore a quella dell'indice di riferimento da inizio esercizio, a condizione che non si debba ancora recuperare la sottoperformance passata. L'importo effettivo varierà a seconda dell'andamento dell'investimento. La stima dei costi aggregati di cui sopra comprende la media degli ultimi 5 anni, o dalla creazione del prodotto se questo ha meno di 5 anni.
Costi di transazione : 0,63% del valore dell'investimento all'anno. Si tratta di una stima dei costi sostenuti per l'acquisto e la vendita degli investimenti sottostanti per il prodotto. L'importo effettivo varierà a seconda dell'importo che viene acquistato e venduto.
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