Fund Focus

La nostra competenza sul credito

di
  • Pierre VERLÉ - Head of Credit
  • Alexandre DENEUVILLE - Analyst
  • Florian VIROS - Analyst
16.03.2017

Il credito ha contribuito significativamente alla performance dei Fondi Carmignac negli ultimi anni

Quali elementi spiegano il successo della nostra gestione?

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Con un investimento di circa €15 mld(1) nei mercati del credito e del credito strutturato ripartito nei diversi Fondi, il team credito riveste un ruolo fondamentale in Carmignac. Il nostro approccio libero da vincoli, caratterizzato da una gestione attiva, flessibile, opportunistica e completamente decorrelata dall’indice di riferimento è stato il cardine del recente successo. Scegliamo titoli nei quali intravediamo valore, che solitamente non rientrano nel mandato tradizionale degli investitori riguardo al credito, oppure che richiedono una serie di competenze che non tutti gli investitori nel settore del credito hanno, ma che sono invece una caratteristica del nostro team.

Il nostro team vanta una competenza diversificata nel settore del credito ed è in grado di coprire tutti i segmenti: dalle obbligazioni corporate Investment Grade alle High Yield passando per il credito strutturato. Crediamo nell’importanza di un team ristretto e affiatato che incarna lo spirito imprenditoriale che caratterizza la nostra società. Tuttavia è opportuno sottolineare che il team non opera in maniera isolata all’interno della società in quanto tutti i nostri investimenti sono realizzati contando sulla competenza dell’intero team di gestione.

Le competenze interne del team di investimento sono straordinariamente diversificate e gli analisti del credito collaborano in ogni situazione con i diversi team specializzati: azioni europee, azioni dei mercati emergenti, specialisti di settore e commodity. Coniughiamo la loro visione, esperienza e capacità di analisi dei mercati con le nostre competenze sul credito per ottimizzare le decisioni di investimento.

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Quali sono le caratteristiche principali del nostro processo di investimento?

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La nostra competenza in materia di credito fa leva su una solida analisi bottom up, completata dal nostro scenario macro e rafforzata da approfondite competenze tecniche sugli strumenti di credito. Anche se può sembrare una frase fatta, attribuiamo molta rilevanza alla comprensione dei business model, della struttura di capitale e delle complesse caratteristiche dei titoli. L’interazione costante con gli specialisti dei diversi settori azionari e le riunioni con i top manager, i consulenti e gli analisti del lato vendite sono di qualità eccezionale.

Il team credito beneficia inoltre delle analisi sulle tendenze macro globali effettuate internamente. Le interazioni quotidiane con il resto del team obbligazionario e con il team cross asset ci consentono di dirigere la nostra attenzione alle zone geografiche e ai settori più promettenti e di individuare le opportunità più interessanti offerte dai mercati del credito. Un altro aspetto altrettanto importante è rappresentato dalle solide competenze tecniche in materia di strumenti del credito, che consentono al team di massimizzare i rendimenti e perseguire la generazione di alfa anche in mercati più cari.

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In che cosa consiste il nostro approccio unconstrained ai mercati del credito?

Quello che abbiamo implementato nel settore delle commodity tra gennaio e febbraio 2016 è un chiaro e concreto esempio di come il nostro approccio opportunistico si intreccia alle interazioni con il team di investimento. Da molto tempo seguivamo il trend del credito nel settore oil & gas. Tre anni fa questo settore rappresentava il 20% del mercato statunitense delle obbligazioni High Yield. Tuttavia abbiamo deciso di non intervenire perché avevamo una scarsa visibilità sulle probabilità di sopravvivenza di questi business model con un prezzo del petrolio inferiore a $60/barile. Quando, alla fine del 2014, le quotazioni petrolifere sono crollate, siamo andati in Texas, abbiamo partecipato a seminari e condotto ricerche per valutare gli asset del settore oil & gas. Ma nonostante tutto continuavamo a non trovare il settore High Yield statunitense dell’energia particolarmente appetibile.

Tuttavia, poco più di un anno dopo, nel gennaio 2016, si è reso necessario rivalutare la situazione perché gli investitori del settore del credito avevano completamente capitolato dopo 18 mesi di mercati ribassisti. Era in atto una fase di downgrade molto aggressivi da parte delle agenzie di rating, che costringeva alcuni operatori a vendere, con pochissimi investitori in grado di acquisire nuove posizioni. Ed è in questa fase che abbiamo acquistato le emissioni di Freeport, Anadarko e Murphy Oil, società che seguivamo da diversi mesi e di cui aspettavamo il downgrade o le vendite forzate. Il rischio di downside era secondo noi molto limitato a fronte di un potenziale di rialzo eccellente e di una tempistica perfetta. Noi eravamo pronti, mentre la maggior parte degli altri investitori hanno avuto bisogno di più tempo per reagire.

La gestione libera da vincoli ci consente di spingerci oltre nella ricerca dei driver di performance, acquistando titoli ignorati dal consensus ma nei quali scorgiamo valore. Alla luce del rischio di un aumento dei tassi di interesse, anche il 2017 richiede una gestione obbligazionaria flessibile e libera da vincoli, per individuare opportunità di investimento interessanti a livello globale. Per noi è importante sottolineare che, grazie alla nostra flessibilità e alla prospettiva globale di cui diamo prova, siamo in grado di intercettare le opportunità, come è avvenuto di recente nei settori finanziario, delle commodity e del credito strutturato (per un approfondimento, consultare il secondo capitolo di questa nota dedicato alle prospettive nel settore del credito).

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Il nostro approccio libero da vincoli ci consente di navigare nei mercati del credito andando controcorrente rispetto al flusso consensuale

Pierre Verlé, Responsabile Credito

Pierre Verlé vanta 13 anni di esperienza nei mercati del credito. Prima di entrare a far parte di Carmignac, Pierre Verlé è stato cogestore del fondo di distressed debt presso Butler Investment Managers a Londra e responsabile degli investimenti in special situations per la Francia e il Benelux presso Morgan Stanley. Laureato all’Ecole Polytechnique in economia e matematica applicata alla finanza, Pierre Verlé è titolare di un Master in finanza conseguito presso la Haute Ecole de Commerce. Pierre Verlé detiene i titoli di CFA e CAIA.

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