Flash Note

Carmignac Patrimoine: costruito per percorsi difficili

28.04.2017

Il posizionamento di Carmignac Patrimoine riflette la sua filosofia di gestione globale attraverso un’esposizione diversificata e bilanciata. La struttura di portafoglio mira a ottimizzare le view relative al ciclo economico nelle componenti azionaria e obbligazionaria e a cogliere le opportunità di generazione di alfa.

ANALISI TOP-DOWN – LA TEMATICA DELLA REFLAZIONE

Estensione della ripresa globale del ciclo, caratterizzata da una progressiva sincronizzazione e un aumento dell’inflazione al di là degli effetti di base.

  • Azioni

    • Maggiore selettività sul mercato USA dopo la forte performance.

    • Trarre vantaggio dalle dinamiche interne positive che sostengono il settore energetico a prescindere dalla spinta reflazionistica.

    • Mantenimento degli investimenti finanziari in Giappone e aumento dell’esposizione ai mercati europei.

  • Obbligazioni

    • Mantenimento di una duration modificata* ridotta e della gestione attiva attraverso contratti future su Titoli di Stato tedeschi e statunitensi.

    • Posizioni in Titoli di Stato USA indicizzati all’inflazione.

ANALISI TOP-DOWN – LE OPPORTUNITÀ NEI MERCATI EMERGENTI

La crescita globale più solida e le politiche di stimolo in Cina dovrebbero sostenere l’universo emergente.

  • Azioni

    Aumento dell’esposizione all’India e mantenimento delle convinzioni principali e di lungo termine.

  • Obbligazioni

    Mantenimento dell’esposizione al debito sovrano e ai titoli corporate emergenti, privilegiando gli emittenti legati alle commodity (come il Brasile e il Messico).

CONVINZIONI BOTTOM-UP

  • Azioni

    Privilegiare i 4 settori che definiranno il mondo di domani: Comunicazioni, Media, Internet e IT, in grado di trarre vantaggio da un contesto favorevole alle M&A.

  • Obbligazioni

    Esposizione selettiva ai titoli bancari europei (uno dei pochi settori del credito globale che presenta visibilità pluriennale per via dei programmi di riduzione del debito) e alle CLO (obbligazioni garantite da prestiti bancari).

GESTIONE DEL RISCHIO

• Struttura del portafoglio solida ed equilibrata.
• Riduzione tattica dell’esposizione azionaria e aumento della duration modificata* per affrontare il clima di incertezze politiche che si profila nel breve termine.

STRUMENTI: esposizione ai titoli auriferi, utilizzo potenziale di opzioni a seconda delle condizioni di mercato, gestione attiva dell’esposizione azionaria e valutaria e della duration modificata*.

I mercati finanziari stanno attraversando una fase di crescita sincronizzata, favorevole agli asset rischiosi. Di fronte al miglioramento della ripresa ciclica da un lato e alle incertezze politiche dall’altro, le componenti azionaria e obbligazionaria di Carmignac Patrimoine riflettono principalmente le tematiche macroeconomiche e le opportunità bottom-up. Queste strategie decorrelate, frutto delle sinergie tra i team Cross Asset, azionario e obbligazionario di Carmignac, sono fondamentali per gestire i rischi del Fondo.

Carmignac Patrimoine: costruito per percorsi difficili

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La tematica reflazionistica

Il perdurare della ripresa ciclica, corroborato un anno fa dalle politiche di stimolo cinesi lanciate quando il ciclo negli Stati Uniti era ai minimi, ha sostenuto i mercati finanziari. La solidità della crescita economica globale, il mantenimento di politiche monetarie accomodanti in Europa e in Giappone e l’anticipazione di ulteriori misure di stimolo fiscale dovrebbero continuare a favorire i mercati azionari, in particolare alcuni segmenti ciclici, come le azioni legate alle materie prime e quelle del settore finanziario. Tuttavia, è importante che gli investitori comprendano che la selettività continua a rivestire un ruolo centrale.

Poiché sono stati i mercati statunitensi a guidare la ripresa del ciclo, si osserva ora una rotazione dalle azioni statunitensi a quelle europee ed emergenti. Di conseguenza, abbiamo iniziato a ridurre l’esposizione azionaria agli Stati Uniti privilegiando le componenti con maggiore potenziale di crescita.

Relativamente al settore energetico, tenuto conto del proseguimento di una politica disciplinata da parte dell’OPEC e del trend decisamente positivo della domanda globale (+1.3% su base annua), confermiamo la nostra view costruttiva sull’andamento del prezzo del petrolio. Inoltre, la stagnazione dell’offerta non OPEC potrebbe potenzialmente determinare un calo dell’offerta la prossima estate con un allineamento delle scorte nell’autunno. Tuttavia, il mercato del petrolio dovrebbe rimanere volatile a causa delle incertezze legate all’aumento della produzione di scisto negli Stati Uniti. Di conseguenza, rimaniamo selettivi e preferiamo l’esposizione a titoli energetici di società di altà qualità e poco indebitate che operano prevalentemente nel bacino Permiano, il principale campo di scisto degli Stati Uniti alla base della ripresa del settore petrolifero del paese.

Inoltre, poiché il settore finanziario alla fine del 2016 era in ritardo rispetto a quello energetico, il comparto bancario offre numerose opportunità, soprattutto in Europa e in Giappone dove le quotazioni rimangono interessanti. Oltre che dall’accelerazione della crescita e dell’inflazione, il settore sarà trainato anche dal potenziale allentamento delle normative bancarie. L’esposizione al settore finanziario rappresenta il 7,9% di Carmignac Patrimoine (al 31/03/2017) ed è costituita principalmente da banche giapponesi. Operando in un contesto di tassi di interesse ai minimi, queste banche saranno in grado di trarre vantaggio dall’imminente rialzo dei tassi a livello globale. Tuttavia occorre notare che questi titoli sono sottoquotati del 40% in media rispetto al loro valore netto. Il nostro portafoglio include anche Bank of America, una delle banche meglio posizionate per sfruttare un aumento dei tassi di interesse e la ripresa dell’inflazione negli Stati Uniti. In Europa, le incertezze politiche hanno limitato la performance del mercato, nonostante il miglioramento dei dati macro e microeconomici. In tale contesto, abbiamo investito nel settore bancario europeo. Tuttavia, poiché il business model delle banche europee risulta meno interessante, abbiamo scelto di investire attraverso un indice bancario per garantirci flessibilità. Per approfittare del momentum globalmente positivo, abbiamo iniziato ad aumentare gradualmente la nostra esposizione, soprattutto attraverso posizioni nel settore dei beni di consumo voluttuari.

La ripresa della crescita è accompagnata da un rialzo dell’inflazione che non è puramente riconducibile all’effetto di base. Infatti, l’aumento dei prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari tende a estendersi anche alle componenti dell’indice dei prezzi al consumo che sono leggermente in ritardo. Il prolungarsi del ciclo positivo convalida il posizionamento prudente della componente obbligazionaria, che si traduce nella strategia di duration modificata* ridotta che abbiamo implementato l’estate scorsa. Tuttavia, possiamo adeguare tatticamente le posizioni short sui tassi statunitensi e tedeschi per tutelarci dall’execution risk delle politiche del Presidente Trump, ma anche dal rischio legato alle imminenti elezioni politiche in Europa.

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Opportunità nei mercati emergenti

Nei mercati emergenti, la crescita più marcata e la normalizzazione dell’inflazione dovrebbero dare impulso alla ripresa degli utili aziendali sostenendo l’esposizione azionaria del Fondo ai mercati emergenti, suddivisa tra opportunità macroeconomiche e convinzioni di stock picking di lungo termine.

Dopo le elezioni legislative in India, il Primo Ministro Narendra Modi continuerà ad implementare politiche di rilancio dell’attività economica, che dovrebbero determinare una crescita economica solida e sostenere i mercati azionari. Pertanto, abbiamo leggermente aumentato l’esposizione azionaria all’India.

In Messico, Cemex è una posizione giocata in funzione del contesto macroeconomico, in quanto la società sarà tra le prime a beneficiare dell’aumento della spesa per investimenti infrastrutturali a livello globale. Infine, MercadoLibre, il gigante latino-americano dell’e-commerce, sarà probabilmente favorito dalla netta sottopenetrazione delle vendite online nella regione.

Nella componente obbligazionaria manteniamo l’esposizione ai Titoli di Stato e ai titoli corporate emergenti. Continuiamo a privilegiare le obbligazioni legate alle materie prime, come i Titoli di Stato di Brasile e Messico o le emissioni della società Pemex. Abbiamo rilevato una divergenza a livello di dati sull’inflazione nei mercati emergenti tra paesi a basso rendimento, dove l’inflazione è in aumento (solitamente gli importatori di materie prime, come l’Europa centrale, la Cina, la Corea, ecc.), e paesi con rendimenti elevati, che hanno avviato piani di disindebitamento e dove l’inflazione è in calo (generalmente i paesi che esportano materie prime, come Russia, Brasile, Colombia, ecc.).

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Convinzioni bottom-up

Il ritorno della normalizzazione del ciclo economico dovrebbe riportare la selezione di titoli ad essere il principale driver di performance, contrariamente a quanto avvenuto negli ultimi anni, quando la politica decisamente interventista delle Banche Centrali ha continuato a modificare le aspettative relative alla liquidità, facendo dipendere l’andamento dei mercati azionari dagli investimenti in fondi indicizzati.

Le società radicalmente innovative nel settore IT sono una delle principali convinzioni di lungo termine nei nostri Fondi globali. Sebbene le società tecnologiche orientate alla crescita si scambino sopra la pari rispetto al multiplo “Price to Forward earnings”, se teniamo conto della crescita globale strutturale relativamente debole e della forte capacità innovativa del loro business model, tali quotazioni ci paiono giustificate. Il settore tecnologico growth ha registrato solide performance da inizio anno. Quattro settori nel nostro posizionamento attuale definiranno il mondo di domani: Comunicazioni, Media, Internet e IT. La presidenza Trump potrebbe favorire l’espansione di tali settori alla luce delle proposte di riduzione delle imposte sugli utili, delle condizioni favorevoli per il rimpatrio dei capitali depositati all’estero e dell’alleggerimento delle normative. Se a questo si aggiunge la tendenza alla convergenza che caratterizza il settore, si dovrebbero riunire tutte le condizioni per stimolare importanti accordi di M&A negli Stati Uniti alle fine del 2017.

Nella componente obbligazionaria, se l’inflazione core in Europa accelera in maniera più significativa e rapida rispetto alle aspettative del consensus, le preoccupazioni del mercato in merito a una conclusione anticipata del programma di acquisti di asset da parte della BCE ci spingeranno a un’esposizione più prudente al credito corporate. D’altro canto, le metriche del credito si stanno deteriorando e il profilo rischio-rendimento sta diventando sempre meno interessante a livello globale, tanto da indurci a prese di profitto. Ma esistono ancora delle opportunità. Dall’estate del 2012, abbiamo beneficiato della sovraesposizione alle banche europee attraverso la struttura del capitale. I driver alla base di questa tematica rimangono invariati: le banche europee sono uno dei pochi settori del credito globale che presentano visibilità pluriennale per via dei programmi di riduzione del debito. Le modifiche alle normative hanno determinato sette anni di programmi di disindebitamento e riduzione dei rischi che dovrebbero protrarsi fino al 2019. In particolare, riteniamo che i titoli subordinati bancari siano decisamente convenienti, sia in termini assoluti sia in termini relativi rispetto ai titoli industriali High Yield. Infine, privilegiamo ancora le CLO, obbligazioni che rimangono tuttora un’asset class deteriorata e rispetto alle quali i vincoli normativi e i postumi della crisi ci consentono di beneficiare di spread decisamente interessanti.

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Gestione del rischio

Se la ripresa economica è un fenomeno globale, di cui il “fattore Trump” è solo una componente, è importante non sottovalutare i rischi che i mercati potrebbero dover affrontare nei prossimi mesi. In Europa, le imminenti elezioni confermano il protrarsi delle incertezze politiche. Negli Stati Uniti si nutrono sempre più dubbi sulla capacità dell’amministrazione Trump di attuare le riforme. Come già fatto per affrontare i rischi politici del 2016, ci affidiamo in primo luogo a una struttura adeguata del portafoglio, che monitoriamo attraverso stress test per garantirne la solidità in caso di eventi avversi. Nelle prossime settimane controlleremo attivamente le nostre posizioni. Gli strumenti da utilizzare saranno decisi in base alle condizioni di mercato e potrebbero comprendere opzioni, strumenti delta one (future) e le valute, in base ai costi e al rischio di time decay.

Attualmente, tenuto conto delle imminenti elezioni presidenziali in Francia, aumenta la probabilità di scossoni sui mercati azionari e di un mantenimento delle politiche accomodanti delle Banche Centrali, nonché di una certa fragilità dell’euro. Pertanto, se la nostra analisi fondamentale dovesse rimanere invariata, in vista di questo periodo di incertezze potremmo decidere di adeguare tatticamente il nostro posizionamento. A inizio aprile abbiamo ridotto l’esposizione azionaria, in particolare con coperture sull’esposizione europea attraverso l’implementazione di diverse strategie opzionali con obiettivi tecnici in funzione dei diversi scenari. Possiamo anche ricorrere all’esposizione valutaria come strumento tattico per gestire i rischi di portafoglio. Tuttavia, i rischi politici non devono offuscare il fenomeno economico caratterizzato da una solida ripresa dell’attività a livello globale. Il ciclo rimarrà predominante nelle nostre decisioni di gestione.

Fonte: Carmignac, 12/04/2017

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