Mecenatismo

Il Premio Carmignac Gestion di fotogiornalismo 2009 al fotografo
Kai Wiedenhöfer

Tra i 76 dossier ricevuti, hanno superato una prima selezione 14 candidati, provenienti da 8 paesi diversi, scelti sia per l’accuratezza dei progetti che per la singolarità degli scatti fotografici e come espressione di un lavoro di fondo già avviato.

La giuria ha valutato inizialmente la qualità dei lavori fotografici, scegliendo un percorso d’autore o la singolarità di uno sguardo. Infine, ha giudicato l’originalità dei progetti scritti e la capacità di ciascun candidato di presentare una lettura originale e ricca di significati.

Kai Wiedenhöfer, «Gioco con una pistola di plastica. Bambini in un campo profughi imitano il mondo degli adulti»

Dopo la prima votazione molto animata, sono stati selezionati tre finalisti che hanno proposto approcci diversi: il tedesco Kai Wiedenhöfer, la palestinese Eman Mohammed e la francese Lizzie Sadin.

Il Premio Speciale della Giuria è stato assegnato al progetto sulla condizione delle donne palestinesi della giovane ventiduenne Eman Mohammed. Nel motivare la propria decisione, la giuria ha sottolineato la qualità e la sensibilità del lavoro presentato.

La giuria ha poi conferito il primo premio al progetto di Kai Wiedenhöfer.

Grazie all’edizione 2009 del Premio Carmignac Gestion di fotogiornalismo, Kai Wiedenhöfer tornerà ad immergersi nella striscia di Gaza per testimoniare la sua ricostruzione dopo l’ultimo attacco israeliano del gennaio 2009.

Realizzerà una nuova serie di scatti imperniata su tre temi:

- Le macerie: le stigmate dei bombardamenti nella città e il modo in cui i palestinesi hanno ricominciato a vivere in quegli habitat precari.
- L’assedio: la vita quotidiana durante il blocco, l’approvvigionamento, l’inquinamento, le difficoltà psicologiche, l’acqua, il muro, il punto di passaggio di Rafah.
- Le colonie israeliane abbandonate: il ritorno nei luoghi che erano stati fotografati nell’estate del 2005 al momento del ritiro dell’esercito israeliano.

Dal 1990, questo fotografo impegnato si è dedicato ad un vasto lavoro di documentazione della vita quotidiana nei territori occupati. Kai Wiedenhöfer si è distinto per la sua costanza nel seguire, trattare ed esplorare il conflitto israelo‐palesinese. Parlando correntemente l’arabo, esprime un attaccamento e una comprensione che vanno oltre ciò che è l’attualità, superando i momenti di tensione e di violenza esacerbata, per proseguire un incessante lavoro di documentazione. Questo percorso si iscrive in una tradizione umanista che consiste nell’interrogare il reale con sensibilità, rifiutare di cadere nella caricatura, per percepire la realtà nella sua complessità.

Il lavoro fotografico di Kai Wiedenhöfer si distingue anche per la sua capacità di rinnovarsi. Dopo aver iniziato il proprio lavoro su Gaza privilegiando il bianco e nero nella tradizione del reportage, oggi produceuna fotografia più riflessiva con inquadrature panoramiche a colori che denotano una scrittura originale, audace e molto contemporanea.

Comunicato stampa

The 14 shortlisted photojournalists

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