Parigi, 11 gennaio 2012
Egregio Signore,
sincere congratulazioni! Nello spazio di due soli mesi Lei ha cancellato i malaugurati aumenti di tasso decisi dal Suo predecessore, consentito alle banche di accedere ad un finanziamento illimitato in euro e in dollari ed esortato gli Stati europei ad adottare un patto di buona condotta in materia fiscale, presupposto indispensabile per un sostegno più deciso della BCE al mercato del debito sovrano dei paesi più fragili. Lei ha rafforzato in tal modo, indirettamente, il credito della Banca, estendendone il mandato oltre la conduzione di una politica monetaria pignola, intesa unicamente al contenimento dell’inflazione, per attuare una politica di salvaguardia di un livello soddisfacente di attività in tutta l’eurozona.
Eppure, Lei ne converrà, i risultati finora sono stati deludenti. Il costo ponderato del debito complessivo degli Stati membri è ulteriormente aumentato negli ultimi due mesi (passando dal 4,40 al 4,80%), le banche hanno portato i loro depositi inutilizzati presso la BCE a un importo senza precedenti (prossimo ai 500 miliardi) e le prospettive di crescita si fanno più cupe nell’intera area euro. Perché tutto ciò? Il risanamento dei conti pubblici e l’adozione di riforme strutturali, lo sappiamo bene, richiederanno mesi o addirittura anni prima di dare i loro frutti, mentre il loro costo è immediato: il calo dell’attività, che i mercati non possono finanziare senza poter contare su un prestatore di ultima istanza. Come pensare che un paese che Lei conosce bene, l’Italia, possa rifinanziare i 63 miliardi di debito a lungo termine in scadenza nei prossimi tre mesi, ben sapendo che, con un tasso d’interesse del 7% e una previsione di crescita negativa per quest’anno, il finanziamento di questo debito si presenta più che problematico?
Orbene, l’Italia come pure la Spagna si sono dotate di governi dalle ambizioni riformiste incontestabili. Non sarebbe opportuno sostenerli prima che le pressioni della piazza li facciano desistere? Mi sembra altresì imperativo, come ebbi a dire tre mesi fa al Suo predecessore, che la BCE dichiari la sua intenzione di acquistare il debito sovrano dei paesi in difficoltà senza limiti d’importo e senza sterilizzazione degli interventi. Senza limiti d’importo, perché se gli acquisti continueranno a ridursi non produrranno altro risultato che congelare il finanziamento del debito ai tassi attuali. Al fine d'impedire qualsiasi perdita di controllo, deve essere stabilito che, a partire dal momento in cui il totale degli acquisti della Banca superi una soglia espressa in percentuale del PNL di un paese, questo sarà tassativamente obbligato ad attuare un programma di adeguamento strutturale del FMI. Senza sterilizzazione degli interventi, perché l’immissione di liquidità nel sistema contribuirà ad arrestare le tensioni deflazionistiche provocate dalla recessione in corso e la contrazione dei bilanci delle banche.
Il momento è grave e richiede un'azione decisiva. Solo la BCE è in grado di agire, mentre le elucubrazioni riguardo all’EFSF sono destinate a restare dei pii desideri, alla luce del labile rating della maggior parte dei paesi europei. Quando, nei primi anni ’90, rivestiva la carica di Direttore Generale del Tesoro Italiano, Lei si è guadagnato il soprannome lusinghiero di “Super Mario” per aver assicurato l’ingresso dell’Italia nella zona euro. Ora è l’Europa ad aver bisogno di Super Mario per riparare le tubature malandate delle sue finanze e garantire la sopravvivenza dell’euro.
In tale attesa, che sono certo Lei non vorrà deludere, La prego di accettare, egregio Presidente, l’espressione della mia più alta considerazione.